Dietro ogni cultura si cela un linguaggio, dietro ogni linguaggio non caduto nell’ombra una letteratura.
Sono Simone Lapan, nato a Bologna nel 1990, cresciuto nel Veneto dei figli di bottegai e mezzadri, e questo pensiero mi ha reso la persona che sono oggi.
Fin da tenera età ho avuto una grande fortuna: vivere fra persone che vedevano la cultura come mezzo per contrastare il ripetersi delle spiacevoli gesta che sempre scaturiscono dal lato più tenebroso dell’animo umano.
Espressione di entusiasmo per questo concetto era senza dubbio la mia tendenza di tredicenne a parlare e scrivere in Greco Antico e Latino, estesasi poi col passare degli anni alla ferma volontà di impadronirmi di ogni idioma vetusto e moderno che toccasse il mio cuore con la sua bellezza.
Dal Tedesco all’Inglese, dall’Ebraico al leggiadro Finnico, fino ad approdare (dal 2010) sulle rive del mistico e misconosciuto Irlandese.
Un lungo percorso universitario mi ha portato da Padova a Cork e da lì a Pavia, dischiudendomi i segreti di ciascuna di queste favelle e guidandomi nelle infinite pieghe di ogni inerente letteratura.
E così, nel frattempo, il mio sguardo curioso è transitato per mille e più libri, provenienti da ogni sfondo sociale e filone di umano pensiero.
Si è posato ammirato sui fasti della mitopoiesi Dantesca e Goethiana, rimanendo per sempre avvinto dalle pagine della glossopoiesi Tolkieniana, che mi hanno ispirato la creazione di numerosi linguaggi improntati a un inedito livello di perfezione e ricchezza nel comunicare.
La perfezione, d’altronde, è l’eterno orizzonte del mio cammino, un luogo che i miei passi provano a raggiungere ancora e ancora, tanto nel campo delle traduzioni quanto in quello più recente dell’editing.
Non affligge la sua perenne ritrosia, o almeno non me: tanto avvincente è infatti la meta che la sua inarrivabilità non può che muovere sempre al miglioramento.

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