Classe 1970, in famiglia si racconta che io abbia parlato molto presto, ma io - ovviamente - non me lo ricordo! Invece, ho viva memoria della frustrazione che avevo già da bambina, quando non potevo esprimermi bene nella lingua di un luogo dov'ero, magari, in vacanza. Dovevo parlare e... non ho più smesso. Le parole sono il mio grande amore, ma non quando sostituiscono i fatti! Così, infatti, ho iniziato a trasformarle fin dalle elementari, dove ho imparato l'inglese insieme all'italiano: la mia lingua madre, evidentemente, non mi bastava. Poi è stato il turno del tedesco, al liceo linguistico e del russo all'università, mia lingua e letteratura di laurea. La scrittura, come arte della "bella parola" va da sempre di pari passo con questa mia passione linguistica e, così, ho scritto e scrivo per diletto e per nutrirmi l'anima (al corpo ci penso già da buona forchetta, perennemente in lotta con la bilancia!), ma, soprattutto, ho letto, letto, letto e leggo ancora tantissimo... e ogni volta, per me è come godermi un mio, personalissimo film, dove qualcuno mi fornisce un trama, ma sono io a dare il volto ai personaggi e a calarmi nei loro sentimenti, interpretandoli.
Questo entusiasmo mi fa compagnia nella mia attività di editor, che stuzzica ogni volta l'altra mia caratteristica: la curiosità.
Se c'è un motto che sembra cucito addosso a me è proprio quello del compianto Steve Jobs: "stay curious!". Così mi ripropongo di restare, finché sarà!

 

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