Scarti d’autore

Un giovane poeta. Una raccolta di scarti. Sta al lettore scoprire il significato di questi scarti.

L’opera si propone di costruire un viaggio immaginifico, dalle riflessioni variegate, che si propaga negli ambiti più disparati. È da notare, infatti, la molteplicità d’interpretazioni cui il titolo può essere avvicinato. Un’interpretazione potrebbe, infatti, suggerire che l’opera tratterà le parti peggiori, per l’appunto gli “scarti”, del suddetto autore – e tale opzione non è sicuramente da scartare, ma anzi da accentuare. Un’altra chiave potrebbe inoltre ricondurre a una lettura dispregiativa del titolo, suggerendo un rifiuto, pronunciato da terzi, verso gli autori di poesia. È infatti un tema centrale quello del rapporto dell’autore con il suo pubblico e, soprattutto, con l’età contemporanea; armata di un’amara ironia, questa silloge sviscera il conflitto più profondo – solitamente evitato – che un’opera poetica può causare, non rivelandosi adatta ad un’epoca che vive nella dottrina del pragmatismo economico, dove il ruolo di un poeta vate è sicuramente annullato e quello della poesia quasi del tutto sparito. Terza, ma non ultima, possibile interpretazione è quella legata allo spirito stesso della raccolta: gli scarti, per loro natura, non sono omogenei e tale è la raccolta, costruita sui pilastri della eterogeneità e su immagini che non hanno un reale punto cardine se non l’autore, che di volta in volta muta con i suoi componimenti in un ciclo simbolico di varietà creativa legata, verso dopo verso, all’uso rinnovato di immagini sempre diverse tra loro – seppur connesse da un comune denominatore.

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