Parole salvate – intervista poetica

Una poesia di pochi aggettivi e nessun avverbio, scavata da verbi puntuali che legano nomi a nomi, cose a cose.

Non capita spesso di leggere un’intervista strutturata in forma poetica. In questo quadro originale si colloca la nuova raccolta di Alessandra Buschi che, generata da una voce interrogante anonima e forse personale, indaga a tutto campo l’essere nel mondo con un controcanto di risposte dalla cifra semantica forte e straniante.
La voce è quella della prima persona, nel suo sensuale, doloroso e concreto attraversamento dell’esistenza. Spesso ne emerge più individuata e consapevole, oppure si spinge nel plurale del tutto o nel contatto con il tu e con il noi, in relazioni intime e sociali con il loro carico di disarmonia e di incertezze. Ne deriva una poesia di pochi aggettivi e nessun avverbio, scavata da verbi puntuali che legano “nomi a nomi / cose a cose”, per costruire “tele d’aria” in una brevità stringente. (Marina Della Bella)

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